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A Roma, conferenza “L’Italia, il Vietnam e la cooperazione regionale nell’Asia-Pacifico


backdrop vietnam

Giovedì 26 marzo, presso la sala del Cenacolo (Camera dei Deputati), Limes e l’ambasciata della Repubblica Socialista del Vietnam hanno organizzato una conferenza dedicata all’emergente ruolo del Vietnam nel dinamico contesto dell’ASEAN e quello dell’Italia e dell’Ue nell’Asia-Pacifico.

Giovedì 26 marzo si è svolta presso la Sala del Cenacolo, Camera dei Deputati, Limes e l’Ambasciata della Repubblica Socialista del Vietnam in Italia hanno organizzato una conferenza dal titolo “L’Italia, il Vietnam e la cooperazione regionale nell’Asia-Pacifico”.

 

Si è parlato dell’emergente ruolo del Vietnam nel dinamico contesto dell’Asean, anche in relazione alla cooperazione in Asia Pacifico. Inoltre, si è analizzato il ruolo dell’Italia e dell’Unione Europea in un’area nevralgica per la stabilità e gli equilibri geopolitici regionali e globali.

 

Sono intervenuti:

 

Prof. Lucio Caracciolo, Direttore di Limes.

 

Dr. Nguyen Hoang Long, Ambasciatore del Repubblica Socialista del Vietnam in Italia.

 

Sen. Benedetto Della Vedova, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri.

 

On. Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione affari Esteri e Comunitari.

 

Sara Raffaella Rezoagli,  Capo Ufficio VII – Sud-est asiatico, Oceania e Antartide Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali presso il Ministero degli Affari Esteri.

 

Prof. Mario Primicerio, Sindaco di Firenze dal 1995 al 1999 e Presidente della Fondazione Giorgio La Pira, con il quale partecipò alla missione per trovare una soluzione pacifica alla guerra del Vietnam.

 

Amb. Mario Sica, diplomatico italiano il cui ultimo incarico è stato quello di ambasciatore in Egitto fino al 2003. Durante la sua lunga carriera, è stato anche Primo Segretario dell’Ambasciata d’Italia nella Repubblica del Vietnam durante il conflitto tra Hanoi e Saigon.

 

Prof. Hoang Anh Tuan, Direttore Generale dell’Istituto per la Politica Estera e gli Studi strategici presso l’Accademia Diplomatica del Vietnam.

 

Paul Berg, consigliere per gli Affari politici dell’ambasciata Usa in Italia.

 

Di seguito la sintesi dell’incontro.

 

L’ambasciatore della Repubblica socialista del Vietnam Nguyen Hoang Long ha introdotto l’evento e posto l’accento sugli ottimi rapporti che oggi intercorrono tra l’Italia e il Vietnam. Poi ha ricordato il tentativo di mediazione condotto da Giorgio La Pira negli anni Sessanta per porre fine alla guerra tra Hanoi e Saigon, un esempio positivo per la diplomazia italiana in Estremo Oriente.

 

Il direttore di Limes Lucio Caracciolo ha colto l’occasione per anticipare che il numero di giugno di Limes si concentrerà proprio sul Vietnam e approfondirà le questioni geopolitiche riguardanti l’Asia Pacifico, inclusi i rapporti che Hanoi intrattiene con la Cina e gli Usa. L’Italia deve seguire con attenzione gli sviluppi in Estremo Oriente, data la centralità della regione negli equilibri politici, economici e militari mondiali.

 

In seguito, ha preso la parola il sottosegretario di Stato agli Affari Esteri Benedetto Della Vedova. Il Vietnam è uno dei paesi più importanti dell’Estremo Oriente e si distingue per dimensioni demografiche, dinamicità e crescita economica. Tali presupposti spingono l’Italia a investire in questo paese non solo per “delocalizzare” la produzione, ma per diversificare la destinazione dei prodotti italiani. La capacità di Hanoi e Roma di dialogare apertamente consentirà loro di affrontare anche questioni politiche di ampio spettro, per esempio quelle legate al rispetto dei diritti umani. Secondo Della Vedova, l’Associazione dei paesi del Sud Est Asiatico (Asean, di cui il Vietnam fa parte) deve diventare un importante interlocutore per l’Italia e l’Ue. Inoltre, l’adesione del paese (insieme a Germania e Francia) all’Asia infrastructure development bank (Aiib) conferma l’interesse italiano ed europeo per l’Estremo Oriente.

 

L’onorevole Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Affari Esteri e Comunitari, ha sottolineato che, nonostante gran parte dell’attenzione dell’Italia sia concentrata sul Medio Oriente, sarebbe un errore non osservare quanto accade nel resto del mondo. L’Europa ha subito passivamente gli effetti della globalizzazione. Si è assistito a uno sconvolgimento delle gerarchie geopolitiche ed economiche, che hanno visto l’ascesa di paesi come Cina, India, Vietnam. Nonostante le difficoltà economiche in cui verte l’Italia, parte dell’imprenditoria è proiettata verso l’estero, l’Asia e paesi come il Vietnam. L’onorevole ha confermato l’interesse della commissione Esteri per l’Asia Pacifico sotto il profilo economico, politico e culturale e accolto con piacere la notizia che Limes dedicherà un numero al Vietnam, poiché in Italia non si registrano precedenti studi specifici su questo paese.

 

Il consigliere per gli Affari Politici dell’ambasciata Usa in Italia Paul Berg ha affermato che per gli Stati Uniti, bagnati sia dall’Oceano Atlantico sia dall’Oceano Pacifico, è importante approfondire allo stesso modo le relazioni con i paesi Occidentali e quelli dell’Estremo Oriente. Da quando, vent’anni fa, i rapporti tra Washington e Hanoi si sono normalizzati, la collaborazione tra loro è migliorata notevolmente sotto il profilo politico, economico e umanitario. Berg ha anche evidenziato i passi in avanti fatti dal sistema sanitario vietnamita e il fatto che dallo scorso anno Hanoi ha cominciato a partecipare alle missioni di peacekeeping. Secondo il consigliere, la creazione della Trans pacific partnership, fortemente sostenuta dagli Usa, potrebbe contribuire alla crescita del Vietnam, ma questa non è possibile se non è garantita la sicurezza regionale. In tale contesto, la stabilità nel Mar Cinese Meridionale e Orientale è fondamentale. Perciò, Washington continua a sostenere gli sforzi diplomatici dell’Asean per risolvere le dispute marittime, incluse quelle con la Cina.

 

In seguito, è intervenuto il professor Hoang Anh Tuan, direttore generale dell’istituto per la politica estera e gli studi strategici dell’Accademia diplomatica del Vietnam. Questi ha fornito una panoramica sui rapporti geopolitici nell’Asia Pacifico e sottolineato l’impatto positivo che l’Asean può avere sulla regione. Per Tuan, tutta l’Asia sta crescendo economicamente, non solo la Cina. L’India del primo ministro Narendra Modi sta implementando una serie di riforme economiche e potrebbe sorpassare l’Impero del Centro come paese con il più alto tasso di crescita al mondo. Anche il Giappone del primo ministro Shinzo Abe, che ha piani economici, politici e militari molto ambiziosi, si sta riprendendo.

 

Cina, Usa, Giappone, India, Russia e Ue si stanno concentrando ciascuna a modo proprio sul “perno” Pacifico. In Asia, Pechino e Washington cooperano e competono allo stesso tempo, sul piano economico, politico e della sicurezza. La relazione tra i due più importanti attori regionali ha influenza inevitabilmente gli equilibri nella regione. In Estremo Oriente, la Cina intende creare un sistema hub and spoke, fatto di relazioni bilaterali, con Pechino al centro. Per quanto riguarda l’Europa, la Germania ha con la Cina uno stretto rapporto economico, mentre la presenza della Francia in Asia si è affievolita nel tempo.

 

Le dispute marittime in Estremo Oriente sono un problema globale, che riguarda una molteplicità di paesi.La Cina rivendica oltre l’80% delle acque del Mar Cinese Meridionale, creando problemi con i paesi vicini. Secondo Tuan, la sua postura ricorda quella della Germania prima della Seconda Guerra Mondiale. Viene da chiedersi, dice il professore, cosa succederebbe se l’assertività di Pechino andasse oltre il Mar Cinese Meridionale e Orientale. Considerato l’aumento del sentimento nazionalista e dei budget militari in Asia (in primis quello cinese), la tensione nell’Asia Pacifico ha le potenzialità per degenerare in un vero conflitto. L’Italia al momento non è un attore regionale di rilievo. Secondo Tuan, il Vietnam può servire come hub per incrementarne la presenza di Roma in Estremo Oriente. Allo stesso tempo, l’Italia può spingere l’Ue a sostenere il rispetto del diritto internazionale e della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare nella gestione delle dispute nel Mar Cinese Meridionale.

 

Sara Rezoagli, capo ufficio VII – Sud Est asiatico, Oceania e Antartide presso la Direzione generale per la mondializzazione e le questioni globali della Farnesina, ha sottolineato che il capitale umano è alla base dell’ascesa economica dell’Asean e del Vietnam. Questo paese è tra i protagonisti della globalizzazione e un mercato in costante espansione. La firma del partenariato strategico Italia-Vietnam nel 2013, la visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi ad Hanoi e l’apertura del nuovo consolato generale a Ho Chi Minh city nel 2014 confermano l’ottimo rapporto tra i due paesi. L’Italia promuove un ruolo più visibile dell’Unione europea nell’ambito dei rapporti con i paesi asiatici in tutti i settori, inclusi la lotta al terrorismo, la pirateria e il rispetto del diritto del mare. L’Italia e l’Ue mantengono una posizione di equidistanza nelle dispute marittime e invitano le parti in causa a dialogare per garantire il mantenimento della stabilità.

 

In seguito, è intervenuto il professor Mario Primicerio, sindaco di Firenze dal ‘95 al ‘99 e presidente della Fondazione Giorgio La Pira, con cui partecipò alla missione per trovare una soluzione pacifica alla guerra del Vietnam negli anni Sessanta. Era chiaramente un periodo piuttosto teso, in cui, secondo Primicerio, si consideravano i popoli e i territori come pedine di un gioco globale. Ma era evidente che la guerra del Vietnam richiedeva una soluzione politica, non militare. Il viaggio di La Pira è stato determinato da questa consapevolezza. All’epoca Hanoi era restia ad accettare proposte di mediazione. Eppure il presidente del Vietnam del Nord Ho Chi Minh tenne con La Pira un colloquio di due ore, senza sottigliezze diplomatiche. Il risultato fu un piano di pace segreto. Questo fu consegnato ufficialmente al presidente dell’assemblea generale dell’Onu di allora, Amintore Fanfani, considerato da Hanoi il mediatore ideale. L’iniziativa fallì a causa delle anticipazioni apparse sui giornali statunitensi. La pace tra Hanoi e Saigon fu raggiunta otto anni dopo, alle stesse condizioni stabilite durante la missione di La Pira, ma al prezzo d’immense devastazioni e centinaia di migliaia di vittime.

 

L’ambasciatore Sica, all’epoca primo consigliere presso l’ambasciata italiana nella Repubblica del Vietnam, ha sottolineato l’impegno dell’ambasciatore Giovanni D’Orlandi, che era in servizio proprio a Saigon, nella mediazione. Poi ha affermato che per raggiungere un accordo La Pira dialogava solo con il Vietnam del Nord, non con la Russia o la Cina. Gli Usa erano scettici su questa scelta, poiché erano convinti che qualunque soluzione dipendesse dal coinvolgimento delle due potenze. Washington dovette ricredersi. I vietnamiti apprezzavano il modus operandi di La Pira, Fanfani e D’Orlandi ed erano convinti che l’Italia potesse facilitare il processo di pace. L’intesa raggiunta in quell’occasione da Roma e Hanoi è stata alla base dei rapporti bilaterali futuri.

 

Il direttore Caracciolo ha concluso l’evento dicendo che è molto importante ricordare che l’Italia, in tempi non remoti, ha svolto un ruolo così attivo in campo diplomatico, instaurando un dialogo aperto e diretto con il Vietnam. Inoltre, difficilmente i rapporti economici e commerciali tra due paesi prosperano se non sono sostenuti da quelli politici e culturali.


Creato da phuongthao
Ultima modifica 01-04-2015

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